Ilre?nudo!

Il re è nudo! [電子書籍版]
Enrico Maria Guidi

756円(税込)

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商品基本情報

商品説明

Il Re è nudo è una silloge di brevi saggi, o “articoli” (non giornalistici), su argomenti di attualità, non tuttavia intesi nel senso di “cronache” o “fatti” che investono l’epoca contemporanea, quanto, piuttosto, su ciò che in qualche maniera riguarda il “ruolo” che la persona o i gruppi di persone occupano nella realtà. Si spazia così dalla “sociologia”, alla “psicologia”, ad argomenti in qualche modo “etici” o “morali”, senza nessun fine “accademico” o “scientifico”, e tantomeno “didattico”. Neppure si intende nei saggi fornire una soluzione o proporre in maniera diretta e univoca un indirizzo, ma il tutto è teso piuttosto a sollevare problemi, a sollecitare un ragionamento, insomma a spingere il lettore a pensare in proprio e non ad accettare come “imperativi categorici” ciò che dall’esterno, mass media, politica, opinione pubblica, educazione, istituzioni, religione viene trasmesso e spesso imposto, con mezzi più o meno accettabili, e assorbito dall’individuo come una carta assorbente, senza un vero giudizio e una presa di posizione e coscienza critici.

Più in particolare, dopo una breve introduzione in cui si motiva in qualche modo l’intento della raccolta, si affronta per primo il problema della “morale” o meglio del “moralista”, del perché si tenga un determinato atteggiamento e quali possono essere i sui punti critici, con un’attenzione anche a ciò che ha prodotto nel corso della storia. Collegato a questo primo capitolo quello sull’educazione con il tentativo di una riscoperta di quella solitamente denominata “educazione liberale”, cercandone il valore e come si potrebbe adattare ai tempi moderni sempre più dipendenti da un tecnicismo culturale che di fatto limita l’azione critica della persona. Nel terzo articolo si affronta il concetto di “lavoro”, del suo ruolo nell’epoca moderna a confronto a quelle del passato e dell’alienazione che esso produce sull’uomo moderno.

Seguono delle considerazioni su quella che potremmo definire la “questione maschile”, cioè dell’immagine dell’uomo nella società contemporanea, non tanto in contrasto con la donna e la sua “emancipazione”, ritenuta da chi scrive non giusta, ma sacra, e non dovuta, ma appartenente a quello che si potrebbe chiamare un diritto naturale, quanto piuttosto tesa a evidenziare come in tempi moderni per ottenerne una si è talvolta calpestato i diritti di altri.

I seguenti due capitoli sono dedicati ai concetti di “identità” e di “dolore” analizzati da un punto differente dal solito e mirante a evidenziare le contraddizioni che contraddistinguono la recezione di questi elementi nell’individuo moderno, spesso suggestionato da indirizzi di stampo ideologico o politico.

I successivi argomenti trattati nei brevi saggi riguardano vari aspetti non solo del vivere contemporaneo, ma problematiche che da sempre hanno coinvolto l’esistenza dell’uomo. La libertà, liberi da o liberi di, e il senso che può acquistare tale concetto oggi; l’arte o meglio la recezione dell’arte come fenomeno massificato in cui si può perdere il suo reale valore; il diritto a disubbidire in una società in cui tutto sembra dato e scontato e dove appare una trasgressione qualunque cosa si faccia al di fuori del pensiero comune e, quasi di conseguenza, il significato e il senso del punire, dell’infliggere la pena come tutela, rimedio o semplice ritorsione su chi avrebbe sbagliato, magari come vendetta sociale, problema anche questo trattato in un apposito articolo, come d’altronde il senso o meglio il “non-senso” del “male” e delle possibili giustificazioni che a esso si possono attribuire.

Seguono infine alcuni articoli su questioni che investono il mondo contemporaneo più direttamente coinvolgendo non sempre in maniera positiva l’individuo spesso costretto a subire determinati atteggiamenti forse imposti da enti che hanno diretti interessi, naturalmente ben celati dietro il presunto raggiungimento di un benessere o qualcosa che gli si avvicini. Così viene considerato il senso della morte ormai divenuta uno spettacolo; la maschera più o meno sociale che ogni individuo si trova a dover indossare; il significato ormai traslato di “verità” diventato, come si usa definirlo, di “post-verità”, e ciò che ne consegue: la via verso il populismo.

Chiude la silloge una breve lettera a una ipotetica figlia adolescente che si interroga sul proprio futuro, con un atteggiamento quasi di resa da parte di chi le scrive di fronte alla realtà così come si presenta, anche se traspare comunque un senso di speranza.

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